Da il tirreno.it
Il progetto moschea diventa realtà sarà un centro di preghiera e cultura
SANTA CROCE. «Non è il luogo che conta, ma le persone. Il luogo di culto islamico a Santa Croce è un segnale forte per la comunità, per cultura di pace, convivenza e tolleranza. Tutto il contrario delle speculazioni ideologiche di quei mass media che ci vedono come portatori di pericolo», ha detto Salah Chfouka, fondatore dell’associazione Italia Marocco per l’amicizia e la cooperazione (Aimac), attiva da anni nella promozione di un messaggio di incontro tra le culture. Chfouka ha preso la parola per primo, ieri mattina, all’inaugurazione dell’Istituto culturale islamico toscano. A un certo punto si è interrotto per l’emozione; poi ha ripetuto in lingua araba il discorso appena pronunciato in italiano. Benvenuti. Dopo il messaggio di benvenuto all’Istituto islamico, il sindaco Osvaldo Ciaponi ne ha ripercorso la storia da quando il luogo di preghiera «si trovava presso gli ex macelli, poi al piano terra di un condominio. Mentre ora è un edificio importante per Valdarno, Valdelsa e Valdera, fino alla Lucchesia». Il sindaco ha aggiunto che «in zona è numerosa, da decenni, la presenza di questa comunità che si è integrata con il lavoro e ha contribuito alla crescita reciproca e feconda». Ciaponi ha ribadito: «Non è vero che il cittadino straniero costituisce un pericolo. Possono esserci stati momenti non piacevoli, ma restano fatti isolati». Infine ha proseguito, rivolgendosi ai cittadini di religione islamica: «Mi sono complimentato con l’imam, che rappresenta la comunità islamica, perché avete fatto quasi tutto da voi. E lui mi ha corretto che avete fatto non quasi, ma tutto, con le vostre offerte, il lavoro, la disponibilità. Quanto al Comune, il nostro come altri (erano presenti il sindaco Umberto Marvogli di Castelfranco, e l’assessore Giuseppe Vegni di San Miniato, ndr) ha un’attenzione costante anche alla scuola, affinché i vostri ragazzi che crescono qui o vi sono nati conoscano anche lingua e cultura del loro paese di origine». Partecipazione. L’imam Hassan Bendaoud (Abuzakaria), dopo un saluto ha ringraziato i presenti per «partecipare alla nostra felicità. È un giorno che abbiamo atteso a lungo». Visita guidata. Gli uomini possono pregare al piano terra e al piano superiore. Le donne al piano terra, nel locale a loro riservato. Da oggi un custode fisso, assunto regolarmente dall’Istituto islamico, la terrà aperta. Le ore delle cinque preghiere durante le 24 ore variano con le stagioni; ad oggi la prima è al tramonto, alle 5,45 di mattina; l’altra verso le 12,30; poi alle 15,20, la quarta verso le 17,45 e l’ultima alle 19,20. A settembre, con il Ramadan (mese sacro in cui è più sentita la vicinanza al Creatore), l’Istituto sarà molto frequentato. Luciano Gianfranceschi





