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sabato, 31 gennaio 2009

di Mario Ciancarella



LA BANALITA’ DEL MALE





LUCCA E LA LOTTA AI KEBAB











Cosi’ titolava (La banalita’ del male) Annah Harendt il suo celebre reportage sul processo ad Eichman che si svolse in Israele dopo la cattura del criminale nazista in Argentina.





Molti passaggi delle sue riflessioni sono davvero illuminanti sulla facilita’ della progressiva deriva di anime candide e di normali cittadini, verso la ferocia di una organizzazione asettica ed acritica del genocidio ebraico, ma oltre quello di ogni altro possibile percorso genocida e criminale. La Arendt ci ha suggerito ed insegnato come sia necessario saper riconoscere il male gia’ nell’insorgenza dei suoi germi iniziali e non nella sola esplosione delle sue forme estreme se vogliamo sperare di poterne evitare la rinnovazione. Non sembra che quella lezione sia stata ben metabolizzata.





Non me ne vogliate allora se, partendo da quel pensiero su una immane tragedia consumata, io possa giungere ad alcune riflessioni sulla attualita’ della nostra citta’ e sulle prospettive micidiali delle scelte politico sociali ed amministrative degli ultimi giorni. Perche’, ad essere onesti, la Shoah ha potuto realizzarsi nelle sue forme estreme e finali solo attraverso un percorso che era partito venti anni prima con le affermazioni del “Mein Kampf” di Hitler con cui si sosteneva la necessita’ di salvaguardare e tutelare la razza ariana, i suoi interessi commerciali e finanziari e la propria identita’ culturale storica e sociale contro la presunta invasione destabilizzante degli ebrei che ne avrebbero minacciato gravemente la economia, la cultura e l’identita’ stessa.





Come non pensare infatti a quanto sta accadendo in Lucca, con le prime restrizioni negazioniste del libero commercio e del libero mercato etnico, all’interno delle mura?





Che strana incoerenza e’ mai questa di una societa’ che si pretende debba essere regolata solo dal libero mercato (con la esautorazione di ogni intervento politico di indirizzo e controllo), se poi la politica, le amministrazioni e la societa’ civile invocano un sistema di autarchie e di culture repressive ed esclusivamente poliziesche non solo per la repressione del crimine ma anche a difesa della identita’ propria e dei suoi caratteristici prodotti agroalimentari?





Dove finisce la capacita’ di autoregolamentazione di questo mercato a cui abbiamo affidato fatalisticamente le nostre sorti (vedi casi Parmalat e Banche), se poi si pretende di entrare cosi’ pesantemente nel condizionarne modalita’ ed esiti, ma solo in settori non primari della vita economica e finanziaria? E perche’ la politica dovrebbe interferire solo con certe specifiche tipologie economiche e non con altre?





Ad esempio perche’ si ritiene lecito caricare i gestori dei locali autorizzati alla vendita di prodotti da asporto (pizze, panini e quant’altro) del dove (all’esterno del locale) e come (lasciando rifiuti o eccedendo in schiamazzi) i loro clienti consumino poi i cibi acquistati all’interno, e non si ritiene invece e contemporaneamente di considerare responsabili direttamente altri - i gestori delle discoteche, ad esempio - per le morti dei nostri giovani che pur avvengano al di fuori dei loro locali, ma per alcolici consumati all’interno o per le droghe acquistate proprio all’interno di quelle discoteche (e purtroppo non e’ necessario andare troppo lontano nel tempo e nello spazio per avere coscienza di simili crimini) dove gli spacciatori godono una non dichiarata, ma concreta e costante, mimetizzazione e protezione, piuttosto che doversi rischiare allo spaccio nei liberi spiazzi antistanti ai locali?





Cosi’ la nostra societa’ sembra tendere a costruirsi come una entita’ di soli chirurghi, capaci di intervenire invasivamente sui problemi della societa’, avendo rinunciato a costruire percorsi e costruire strumenti che ne possano condizionare un diverso modo di convivenza sociale e pacifica.





E’ sciocco affermare, come alcuni fanno, che gli amministratori sarebbero ipocriti, perche’ nasconderebbero dietro questi provvedimenti un reale razzismo xenofobo. “Meglio sarebbe – dicono costoro – se avessero il coraggio di ammetterlo e di dichiarare semplicemente ed apertamente guerra agli stranieri”.





E’ sciocco perche’ cosi’ si immagina ancora una volta che ogni tipo di guerra, come ogni espressione estrema e violenta di conflitto (quindi anche la persecuzione razziale), non sia la conseguenza finale di un percorso nato da germi patogeni perfettamente intelleggibili, ma solo una forma improvvisa di follia, fino a quel punto mimetizzata e non riconoscibile.





No, amici miei, e’ proprio in queste forme minimali e mimetizzate che dobbiamo essere in grado di riconoscere e denunciare la natura oggettiva ed innegabile, e quindi non ipocrita, del male del razzismo xenofobo e non vergognarci di dichiararlo apertamente, se abbiamo a cuore la speranza di saper individuare una giusta terapia. Questo comporta certamente di dover pagare dei prezzi di emarginazione e di accuse le piu’ varie, dal lassismo etico all’estremismo ideologico e massimalista.





Ma di fronte a simili scelte politiche e sociali dobbiamo avere il coraggio di parlare apertamente di razzismo nella pienezza della sua natura, anche se nella prima genesi della sua espressivita’, per poter rimettere in discussione totalmente i disvalori su cui stiamo costruendo un futuro incerto e preoccupante.





Non meravigliamoci infatti quando un indigeno o un immigrato arrivasse alla violenza dello stupro su una donna, se non abbiamo saputo indignarci per una societa’ che della donna ha fatto e fa solo merce di piacere, banalizzandone in ogni circostanza la specificita’ di genere, la potenzialita’ e ricchezza della sua diversita’ senza che questo impedisca di essere orgogliosi di una maschilita’ che si lasciasse educare alla accoglienza della alterita’. Le pubblicita’ che si dice attraggano infatti i migranti non sono solo quelle di un mondo agiato e colmo di possibilita’ economiche, ma anche di un mondo privo di ogni inibizione sessuale o di ogni criterio di umanita’ e rispetto nei rapporti interpersonali e sollecita tutti gli istinti peggiori della belva che dorme in ciascuno di noi. Ecco perche’ le dichiarazioni di un premier che sarebbe necessario avere tanti poliziotti quante sono le donne belle del nostro Paese non sono semplicemente espressione di una volgarita’ congenita allo specifico personaggio, ma disegnano ed esplicitano una cultura per cui ogni donna bella e’, deve essere ed e’ normale che sia, ordinariamente esposta al desiderio unilaterale di possesso dell’uomo maschio.





Se c’e’ una possibilita’ di salvezza da una simile cultura devastante di negazione di uguaglianza, di pari dignita’ nei diritti e nei doveri, di responsabilita’ personale e di accoglienza tollerante e rispettosa dell’altro diverso da noi, essa risiede nella nostra capacita’ di creare culture alternative alla attuale societa’, ai suoi modelli di sviluppo e di convivenza sociale. Culture che pongano la Persona Umana al centro della nostra attenzione e della nostra ricerca di percorsi di educazione e coeducazione a valori e comportamenti davvero alternativi all’attuale desolante scenario di lotta e selezione della razza in base all’unico criterio della forza ed alla rivendicazione di ancestrali e pertanto false superiorita’ genetiche e culturali.





Saper diagnosticare un male, con crudezza ma precisione, analizzando con severita’ i suoi sintomi piu’ latenti, significa essere in grado di capirne e prevederne con certezza l’evoluzione e gli approdi estremi e poter sperare di sapere costruire gli antidoti necessari.





Di Lucca e delle sue recenti scelte ed orientamenti sociali, amministrativi e politici va detto dunque con molta semplicita’ e serenita’, senza alzare i toni della voce e senza isterismi che siamo di fronte alla espressione larvata ed insidiosa del peggiore razzismo xenofobo. Se questo ci portera’ tra vent’anni a nuove Soluzioni Finali attraverso lager e forni (condivise o considerate condivisibili da tutto un popolo come lo furono indubitabilmente per tutto il popolo tedesco), contro nuovi popoli ed etnie non lo sappiamo con certezza, ma sappiamo che quali siano le forme estreme di questo rinnovato cammino di imbarbarimento esso ha un solo nome: “RAZZISMO”, e della peggior specie. Quello che si ammanta di sentimenti di patriottismo e di valori di difesa culturale e di sicurezza sociale ed economica come nella migliore tradizione nazista. Il Mein Kampf e La Banalita’ del male sono li’ a ricordarci che possiamo e dovremmo fare scelte non equivoche per non essere alla fine sorpresi dagli approdi della nefandezza o dalla condanna del Mondo Civile, quando avesse avuto di nuovo la forza di sconfiggere ancora la strisciante ideologia neonazista che sta attecchendo tra noi tutti.





Perche’ allora non organizzare ora, subito, un pubblico dibattito sui percorsi del razzismo, anziche’ come avviene sulla emotivita’ antirazzista?

postato da: laura56 alle ore 16:17 | Link | commenti
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venerdì, 16 gennaio 2009

Mai più.......


Senza che ne prendessi veramente coscenza,

non c'eri più e con davanti 

questa dura realtà sono

rimasta per ore, per giorni

in un silenzio impenetrabile.

La sveglia batteva i minuti,

ma la mia mente come l'anima

vivevano sentimenti

che sono incapace di raccontare.

Avevo tanto corso,

ma verso dove?

Avevo tanto lavorato, cercato, trovato

ma davanti a me solamente l'orizzonte del vuoto

e della solitudine.

Squillava il telefono a vuoto, sul mouse

nessuna mano e poi solo ricordi.

Ombre, croci, sangue, morte, dolore,

odio e sensi di colpa senza ragione, in un vortice

che inghiotte gli uomini e la loro storia.

Non bastava aver attraversato viva tragedie che

mi facevano precipitare negli abissi della follia

o sfidato le alte vette di traumi

che mi avevano dilaniato il corpo e la memoria.

Non bastavano le minacce, le offese, le angosce

e le ansie di chi ami.

Non bastava perchè stavolta non hanno sparato,

non hanno messo bombe, stavolta ci hanno ucciso

con l'isolamento e l'indifferenza.

Non bastava solo per noi la cinica eliminazione,

non bastava quella di migliaia di innocenti in pochi anni,

ma bisognava e bisogna mentire, mentire, mentire, mentire....

Dopo il silenzio, la verità esplode

in mille colori, sento con te il pulsare della vita...

Uno sbatter d'ali leggero di una farfalla

che tenera si posa su quei corpi sfigurati

in una dolce danza piena d'amore.

Splende l'arcobaleno nel cielo d'oriente

ed è tutto per me il sorriso di una bambina

che mi tende le manine,

mi si stringe al collo con le sue ferite sussurrandomi " Per favore, mai più, mai più" e a cui

canto una struggente ninna nanna

prima di bisgliare anch'io guardando la luna

e perdendo lo sguardo sulla sabbia del deserto: "Te lo giuro, amore, mai più" !!!!!!!!!!


Laura Picchi

postato da: laura56 alle ore 17:55 | Link | commenti
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martedì, 28 ottobre 2008
 

DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008





Ore 9,30-13,30





Presso l’Auditorium della Pia Casa , via S.Chiara 6 ( vicino a Piazza S.Francesco )








ASSEMBLEA DEI CITTADINI/E IMMIGRATI/E


DELLA PIANA DI LUCCA:SI VOTA!





SI ELEGGONO, A SCRUTINIO SEGRETO, I RAPPRESENTANTI DEL CONSIGLIO DEI MIGRANTI NELLA PIANA DI LUCCA





Sono invitati a partecipare in particolare tutti i cittadini immigrati e le cittadine immigrate, da 16 anni in sù, delle varie nazionalità, residenti nella Piana di Lucca ( Lucca, Capannori, Altopascio, Montecarlo, Porcari, Villa Basilica, Pescaglia).





Incontro promosso dalla Rete antirazzista per una nuova cittadinanza e dal Comitato promotore per il Consiglio dei migranti della Piana di Lucca








Lucca, 28-10-08

postato da: laura56 alle ore 11:14 | Link | commenti
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lunedì, 27 ottobre 2008
 

Comunicato della Rete antirazzista e dell’assemblea dei migranti della Piana di Lucca





Grande successo di partecipazione e di qualità di proposte all’assemblea dei cittadini immigrati e delle cittadine immigrate tenutasi domenica 26 ottobre a Lucca, promossa dalla Rete antirazzista per una nuova cittadinanza.


L’Auditorium della Pia casa era stracolmo di migranti di varie nazionalità, con gente in piedi e con tanti interventi.


Oltre 150 presenze e oltre 120 schede di partecipazione compilate.


L’assemblea ha fissato in modo definitivo la data delle elezioni del Consiglio per Domenica 23 Novembre ore 10-13 presso l’Auditorium della Pia casa, via S.Chiara 6.


Nella Piana di Lucca, oggi, risiedono circa 10.000 cittadini/e immigrati/e di diverse nazionalità, che hanno un regolare permesso di soggiorno, un regolare lavoro, una casa, e pagano regolarmente le tasse. Molti ormai sono anche i bambini/e e i ragazzi/e immigrati/e che frequentano le nostre scuole.


Questa realtà sociale, così variegata e importante, non ha rappresentanza politica, non ha diritto di voto, non è rappresentata, non ha voce.


Mentre rivendichiamo il diritto di voto per i cittadini immigrati sia a livello amministrativo che politico, riteniamo che sia venuto il momento di avviare, in via sperimentale, sul nostro territorio, un percorso che porti ad eleggere democraticamente, sulla base di programmi, liste e voto segreto, il Consiglio dei migranti della Piana di Lucca.


Tale organismo rappresenterà a tutti gli effetti i migranti sia nel rapporto con le associazioni, i sindacati che con le Istituzioni, su tutte le questioni di rilievo che interessano il nostro territorio.


Esso sarà un organismo democratico, rappresentativo, plurale, capace di promuovere dal basso l’auto-organizzazione dei migranti, capace di fare sintesi di proposte, rivendicazioni, iniziative, progetti.


L’assemblea ha approvato all’unanimità il programma di lavoro su cui si impegnerà il futuro Consiglio ed ha ribadito il suo no ad ogni forma di razzismo, rivendicando una cittadinanza senza discriminazioni.


L’assemblea ha infine sottolineato il proprio totale dissenso rispetto alle recenti proposte, avanzate da alcune forze politiche di governo, di sperimentare le classi-ponte, meglio definibili classi-ghetto per i figli di immigrati, che abbiano problemi con la lingua italiana. L’assemblea denuncia il carattere razzista di questa proposta, in linea con le precedenti misure del governo sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, sottolinea anche la superficialità pedagogica di tale ipotesi e la sua inefficacia rispetto all’obiettivo di una crescita interculturale.








Lucca, 27-10-08

postato da: laura56 alle ore 18:25 | Link | commenti
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lunedì, 27 ottobre 2008
 

Comunicato della Rete antirazzista e dell’assemblea dei migranti della Piana di Lucca





Grande successo di partecipazione e di qualità di proposte all’assemblea dei cittadini immigrati e delle cittadine immigrate tenutasi domenica 26 ottobre a Lucca, promossa dalla Rete antirazzista per una nuova cittadinanza.


L’Auditorium della Pia casa era stracolmo di migranti di varie nazionalità, con gente in piedi e con tanti interventi.


Oltre 150 presenze e oltre 120 schede di partecipazione compilate.


L’assemblea, dopo ampia discussione, preso atto delle prime candidature, ha deciso di dare tempo fino a sabato 8 Novembre 2008 per ulteriori presentazioni, da portare o far pervenire al comitato promotore e alla Rete entro sabato 8 Novembre, alla riunione organizzativa che si terrà presso l’Arci, via S.Gemma Galgani 46, alle ore 10.





L’assemblea ha fissato in modo definitivo la data delle elezioni del Consiglio per Domenica 23 Novembre ore 10-13 presso l’Auditorium della Pia casa, via S.Chiara 6.





L’assemblea ha approvato all’unanimità il programma di lavoro su cui si impegnerà il futuro Consiglio.





L’assemblea ha infine deciso di inviare alla stampa un comunicato contro le proposte di legge sulla classi ghetto per i figli di immigrati e di far proprie le iniziative di mobilitazione antirazzista proposte da vari interventi.








Lucca, 27-10-08




postato da: laura56 alle ore 18:23 | Link | commenti
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sabato, 21 giugno 2008

Il condizionale è d'obbligo su chi sia stato, rimane il fatto gravissimo di un'aggressione xenofoba e di stampo fascista sempre a questa famiglia di rom. Laura


Rom: Milano, gruppo Everyone denuncia pestaggio missionario


21 giu 13:24 Cronache


MILANO - Il gruppo Everyone denuncia a Milano un pestaggio da parte di supposti agenti di polizia contro Stelian Covaciu, missionario della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Dopo l'aggressione avvenuta lo scorso 17 giugno nei confronti di Rebecca Covaciu, la bambina rom aggiudicatasi il Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche, ieri sera ad aggredire Stelian Covaciu sarebbero stati due agenti in divisa, intorno alle 22, in piazza Tirana, nei pressi della stazione San Cristoforo. Covaciu si trova all'ospedale San Paolo, tuttora in prognosi riservata. (Agr)

postato da: laura56 alle ore 13:29 | Link | commenti
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giovedì, 19 giugno 2008

Questa terribile notizia, ripresa dal sito http://www.everyonegroup.com/it/ è stata sino ad ora data solo dall’agenzia ADN-KRONOS, sul sito ANSA l’ho cercata invano. Questo silenzio non è solamente semplicemente vergognoso, è COMPLICE


“Episodio di gravita’ inaudita. Necessaria condanna unanime di Istituzioni Nazionali ed Europee e seri provvedimenti contro la deriva razzista e xenofoba in Italia” (Gruppo EveryOne)

E’ accaduto ieri mattina, 17 giugno, alle 8 a Milano. La famiglia Covaciu, romena di etnia Rom, già oggetto di continue peregrinazioni per l’Italia a seguito di vessazioni, minacce e sgomberi, stava uscendo dalla tenda in cui da diversi giorni si era stabilita, in un microinsediamento nella zona di Gianbellino, quando è stata brutalmente aggredita da due italiani di età compresa fra i 35 e i 40 anni. Rebecca, 12 anni, nota per essersi aggiudicata in Italia il Premio Unicef – Caffè Shakerato 2008 per le sue doti artistiche applicate all’intercultura, e il fratellino Ioni, 14 anni, sono stati prima spintonati e poi picchiati. I genitori, uno dei quali è Stelian Covaciu, pastore della Chiesa Pentecostale, che assieme al fratello maggiore di Rebecca erano accorsi per difendere i figli, sono stati ricoperti di insulti razzisti, minacciati, indotti a lasciare immediatamente l’Italia e subito dopo percossi. I Covaciu a quel punto sono fuggiti verso la stazione di San Cristoforo, in piazza Tirana, e accorgendosi di essere ancora seguiti hanno chiesto aiuto ai passanti. Nessuno è intervenuto. Mentre la famiglia si stava avviando verso il parco antistante la stazione, la signora Covaciu, cardiopatica, è stata colta da un malore. Stellian Covaciu ha a quel punto contattato telefonicamente Roberto Malini del Gruppo EveryOne, che ha dato l’allarme facendo inviare sul posto una volante della Squadra Mobile di Milano e un’ambulanza. All’arrivo della Polizia, gli aggressori si sono dileguati. Prima ancora dell’aggressione, l’Unicef aveva manifestato indignazione per la vicenda della piccola Rebecca, simbolo di un’infanzia senza diritti.

Il Gruppo EveryOne era in procinto di organizzare un ritorno della famiglia in Romania per sottrarla all’ostilità che colpisce i Rom a Milano.

“Questa nuova violenza contro le famiglie Rom è spaventosa e deve sollevare la protesta della società civile” commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Quello che è avvenuto a Rebecca e alla sua famiglia è sintomatico del clima, ormai fuori controllo nel nostro Paese, di odio e intolleranza nei confronti del popolo Rom. Purtroppo non si tratta affatto di un caso isolato, ma dell’ennesimo gravissimo episodio di violenza, ai danni di una famiglia innocente, che rimarrà impunito e annuncia tempi davvero oscuri per l’Italia.” Il Gruppo EveryOne ha recentemente denunciato l’aggressione a Rimini, avvenuta nell’indifferenza generale, di una ragazzina Rom incinta, presa a calci da un italiano mentre chiedeva l’elemosina. A Pesaro, qualche giorno fa, Thoma, il membro più anziano della locale comunità Rom, sofferente di un handicap a una gamba e cardiopatico, è stato colpito al capo e umiliato in pieno centro storico. Nella stessa città, i parroci hanno recentemente vietato ai Rom di chiedere l’elemosina davanti alle chiese. Nei giorni precedenti all’aggressione della famiglia Covaciu, EveryOne ha ricevuto segnalazioni di numerosi episodi di violenza da parte di italiani nei confronti di persone di etnia Rom, soprattutto dei più deboli: bambini e donne. “L’attuale clima di discriminazione generale e l’atteggiamento ostile delle autorità,” continuano Malini, Pegoraro e Picciau “fanno sì che le persone aggredite non trovino più il coraggio di denunciare i loro aggressori. Inoltre, dichiarazioni come quelle del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che predica la tolleranza zero contro i Rom, la loro schedatura con foto segnaletiche e addirittura il prelievo del DNA, lo sgombero indiscriminato e senza alternative di campi di fortuna e insediamenti regolari, la sottrazione dei bambini Rom alle famiglie senza mezzi di sostentamento – proclami che sconcerterebbero qualunque esponente democratico di un Paese civile –, finiscono per fomentare violenze e soprusi ai danni dei più indifesi”.


Assieme a EveryOne, anche Santino Spinelli, dell’Associazione Thèm Romano onlus, e il gruppo “Caffè Shakerato” di Genova, organizzazione per l’intercultura e il rispetto dei diritti dei bambini, esprimono la più viva preoccupazione per l’episodio, effetto ancora una volta dell’odio razziale che imperversa in Italia.


“E’ necessaria una condanna unanime del mondo politico italiano e delle Istituzioni europee” concludono i leader del Gruppo “e sono ormai indispensabili provvedimenti seri contro chi viola i diritti umani e si fa portatore di violenze e discriminazioni di matrice xenofoba e razzista”.

Per ulteriori informazioni:


Gruppo EveryOne

Tel: (+ 39) 334-8429527 - (+ 39) 331-3585406


www.everyonegroup.com :: info { chiocciolina } everyonegroup(.)com


 


Da www.gennarocarotenuto.it

postato da: laura56 alle ore 20:54 | Link | commenti
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giovedì, 19 giugno 2008
Date: Wed, 18 Jun 2008 16:54:10 +0200

Subject: [Forumlucca] riunione operativa Sabato 21 ore 10 esatte all'Arci per Consiglio Migranti



ricordo a tutti la riunione di sabato 21 ore 10 esatte all'arci per 
discutere operativamente come organizzare le elezioni per il consiglio
dei migranti: tempi, modi, programma, liste, modalità di voto, candidati
ecc. grazie ciao Virginio.
postato da: laura56 alle ore 16:43 | Link | commenti
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sabato, 14 giugno 2008

Da lo schermo.it





Aimac: "Se non si reagirà alla crescente violenza prima o poi ci scapperà il morto"




Attualità: Interventi




del 09/06/2008 di La redazione




LUCCA - L'Associazione Italia Marocco per l'Amicizia e la Cooperazione (Aimac) esprime il suo "profondo sentimento di solidarietà a Matteo Giordano per la rinnovata aggressione subita ad opera di ignobili quanto anonimi individui, e dichiara il suo totale disgusto per simili pratiche violente esercitate per ideologie xenofobe e fasciste per quanto non dichiarate e mimetizzate nel vile anonimato di stampo squadrista"...







L'atto di colpire un bene personale come l'auto di proprietà di Matteo, a noi - espressione delle realtà sociali di migranti sul territorio - ricorda in maniera preoccupante il recente atto di aggressione alla proprieta' di un cittadino kurdo in Altopascio.







In nome di una dilagante pseudocultura securitaria si colpiscono in realtà in maniera proditoria e vile non gli eventuali criminali o i soggetti realmente 'socialmente pericolosi' di cui tanto si parla, ma dei cittadini inseriti nel tessuto sociale, economico e politico, con l'unica motivazione della loro diversità. Una diversità politica, ideologica, etnica, culturale e religiosa, di orientamento sessuale, che divengono colpe e 'reati' contro cui esibire una feroce violenza



privata od istituzionale.







A Matteo Giordano esprimiamo una solidarietà concreta ed una profonda simpatia per questa vicenda che lo ha avvicinato ancora di più alla nostra condizione alla quale si è avvicinato con tanta umanità. Una condizione di diversi, malsopportati e rifiutati, respinti e calpestati nei propri diritti e nella propria dignità umana e di cittadinanza.







Prima o poi, se non si invertirà il clima culturale e se le Istituzioni se ne rimarranno inerti di fronte alla crescente esibizione di violenza, ci scapperà il morto e forse, nonostante i mea culpa, sarà proprio quello che qualcuno spera di poter registrare per contrastare piu' facilmente il rinnovarsi di una cultura politica alternativa e di una legalità democratica dettata dalla Costituzione".







Per l'AIMAC,







- Salah Chfouka e Mario Ciancarella -



postato da: laura56 alle ore 14:32 | Link | commenti
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giovedì, 12 giugno 2008
ASGI-pacchetto sicurezza 2008Documento Asgi su immigrazione per email dal Signor Schiavone
postato da: laura56 alle ore 10:12 | Link | commenti
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