Da il tirreno.it
Il progetto moschea diventa realtà sarà un centro di preghiera e cultura

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Il progetto moschea diventa realtà sarà un centro di preghiera e cultura
Dal tirreno.it
| MARTEDÌ, 19 FEBBRAIO 2008 |
| Pagina 4 - Lucca |
| Permesso di soggiorno a Chfouka |
| Finita l’odissea del marocchino espulso per un presunto ritardo |
| Ringrazio chi mi ha aiutato, ma dobbiano continuare a segnalare qualsiasi sopruso sugli immigrati |
| LUCCA. Salah Chfouka, il professore marocchino espulso dalla questura di Lucca il 21 maggio del 2004, potrà ottenere un nuovo permesso di soggiorno. Il prefetto Carmelo Aronica ha revocato nei giorni scorsi il decreto di espulsione dopo l’istanza presentata dai legali del docente, Sergio Novani e Mauro Casella, sulla quale anche la questura, cambiando orientamento rispetto agli anni passati, ha espresso parere favorevole. Si chiude così una vicenda lunga quasi quattro anni che ha riguardato Chfouka e la sua famiglia. La notizia è stata resa nota ieri nel corso di una conferenza stampa alla Cgil a cui hanno preso parte lo stesso Chfouka, l’avvocato Novani, Virginio Bertini della Cgil e Mario Ciancarella dell’Aimac (associazione Italia Marocco). Intorno a Chfouka, espulso per un presunto ritardo nella richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, si formò un movimento di solidarietà che chiese con forza l’annullamento del provvedimento. Oggetto della contesa la data di richiesta di rinnovo: fuori dal limite di 60 giorni fissato dalla legge secondo la questura, in tempo utile a parere di Chfouka e del movimento di solidarietà. L’unica prova esistente, un fogliettino di prenotazione rilasciato al professore marocchino col timbro della questura, rappresentava, secondo la procura di Lucca che vide confermata la sua sentenza anche in Cassazione, la prova tangibile del mancato rispetto dei termini. La questione parve risolta nel settembre del 2004 quando il Tribunale per i minori dichiarò regolare, fino al compimento della maggiore età, Chfouka e la moglie in virtù della presenza nel nucleo familiare della figlia allora minorenne. Due anni dopo un’altra doccia fredda. L’altra figlia maggiorenne, Ymane, si vide notificare la sospensione dall’università di Pisa in quanto dichiarata “clandestina”. Era rimasta esclusa dalla prima sentenza, ma, in attesa del permesso di soggiorno, aveva potuto iscriversi regolarmente alla facoltà di Economia e commercio. Poi il dietrofront richiesto all’ateneo pisano dalla questura stessa. Una notizia salita alla ribalta dei media nazionali che provocò una forte mobilitazione, con uno sciopero della fame lungo più di due settimane dei familiari e di tanti altri cittadini. Il 16 ottobre 2006 il Tribunale dei minori di Firenze accolse le istanze presentate dall’avvocato Casella e dalla Rete Accoglienza Migranti ed emanò una sentenza in base alla quale si autorizzava per tutto il nucleo familiare la permanenza in Italia fino al compimento del ventunesimo anno della figlia più piccola. Una sicurezza fino al 2009 per la famiglia Chfouka, ma rimaneva sempre da sciogliere il nodo dell’espulsione mai revocata. Poi l’azione dei legali e ora la revoca. «Facilitata - ha spiegato l’avvocato Novani - da alcune novità legislative. La prima, in attuazione di una normativa comunitaria ha imposto la valutazione del grado di integrazione del soggetto nella società, ma erano presenti anche altri vizi formali e anomalie che secondo noi portavano all’inesistenza del procedimento». «È un fatto positivo - ha commentato Bertini - per cui ci siamo battuti con tutti i mezzi democratici, sia sul piano sociale che giuridico, anche contro il parere dei massimi vertici istituzionali nazionali. È un segnale positivo per tutti perché può rappresentare una svolta nelle interpretazioni della legislazione più aperta e meno burocratica e autoreferenziale». Soddisfazione da parte della famiglia Chfouka. «Ringrazio tutti - ha detto Salah -, ma dobbiamo tenere gli occhi aperti e continueremo a segnalare, come sta ancora accadendo, qualsiasi abuso e sopruso verso di me e verso tutti gli immigrati». Un plauso alle nuovi posizioni della questura è giunto dall’Aimac. «È la dimostrazione - ha detto Ciancarella - che esistono funzionari scrupolosi». G.S. |
Da Ritaatria.it
Vicenda Salah Chfouka
Annunciamo un GRANDE RISULTATO, non solo per Salah ed i suoi familiari,
ma per tutti coloro che hanno a cuore il riconoscimento dei diritti
fondamentali degli Immigrati, come di ogni Persona Umana, e la
soluzione nel quadro del diritto positivo, e non della sola
"benevolenza" di qualche funzionario, delle controversie che essi siano
costretti a sostenere per interpretazioni forzose e spesso arbitrarie
delle normative vigenti, eche abbiano potuto travalicare anche i
contenuti di Leggi pur estrememente penalizzanti come la Legge Bossi
Fini.
IL DECRETO DI ESPULSIONE DEL 2004 CONTRO SALAH CHFOUKA E' STATO
INFATTI REVOCATO COME DA DECRETO DI REVOCA DEL PREFETTO NOTIFICATO A
SALAH TRAMITE I SUOI LEGALI, E QUI RIPORTATO IN ALLEGATO.
E' una
vittoria certamente della tenacia testarda dei Legali Casella e Novani
e della loro convinzione che e' nella Civilta' del Diritto
costituzionale che vadano ricercate argomentazioni e motivazioni per
rivendicare e vedere riconosciuti i diritti che si vogliono affermare e
rivendicare.
Oggi infatti tutto quello che veniva ripetutamente
dichiarato - dalla locale Prefettura, dalla Questura, e dagli stessi
Uffici del Ministero, presso cui si reco' una delegazione significativa
della solidarieta' organizzata attorno alla vicenda di Salah (e
velatamente e forse inconfessabilmente ritenuto anche da alcuni che
avrebbero dovuto rivendicare il diritto violato, impugnando
correttamente le determinazioni penalizzanti) - circa la
improponibilita' di una richiesta di revoca dell'originario decreto
espulsivo, stante anche sentenze ormai passate in giudicato che ne
confortavano l'orientamento (sentenze determinate forse, va detto - e
nessuno ce ne voglia per questa affermazione -, anche da impianti e
tesi difensive rivelatisi quantomeno insufficentemente motivati), E'
DECADUTO TOTALMENTE, a fronte delle argomentazioni della "istanza di
revoca, presentata (...) dagli avv.ti Casella e Novani", come recita
l'incipit del nuovo decreto del Prefetto, di revoca della precedente
determinazione espulsiva.
Ricordiamo che nulla e' intervenuto di
nuovo, a livello legislativo e ordinamentale, a mutare il quadro
normativo cui riferire per valutare la condizione di Salah e le sue
rivendicazioni sostenute dai legali. Cosi' come la istanza di revoca
nulla contiene che non riferisca alla condizioni inziali della vicenda.
Questa soluzione e' tale da farci sentire ancora piu' forte il
rammarico per aver visto condannare anche in appello, in questi stessi
giorni, i Rom coinvolti nella allucinante esperienza accaduta a Lucca
della "visita" di operatori delle Forze dell'Ordine nel campo di sosta
nomadi del Cimitero. Forse, e noi vogliamo dircene certi - anche a
costo di dispiacere qualcuno; ma avendo piena conoscenza delle reali
condizioni in cui si svolse quella vicenda - una linea difensiva piu'
determinata e meno preoccupata di conservare "rapporti di simpatia" con
ambienti della Questura, avrebbe potuto determinare esiti assolutamente
diversi.
D'altra parte in un Paese dove si rivendica ad ogni pie'
sospinto il diritto alla libera espressione della critica sara' ben
consentito a chiunque di esprimere riserve sui concreti comportamenti
di qualche legale (anche "nostro"), laddove poi gli esiti del loro
patrocinio siano cosi' spesso negativi per i loro assistiti e quasi
sempre nei casi in cui le cause non apparissero "facili" fin
dall'inizio o tali da non dover costituire motivo e condizioni di
aperto conflitto con le Istituzioni dell'Ordine Pubblico.
Ma l'esito
di questa vicenda di Salah - un esito ancora incompleto, perche' non ci
dice quali prospettive saranno ora assunte per la regolarizzazione del
permesso di soggiorno suo e dei suoi familiari (che a nostro parere,
stante il dispositivo della revoca, potrebbero ricondursi alla
condizione originaria del 2004, con rinnovo automatico del permesso e
con riconoscimento ai suoi familiari del permesso per ricongiungimento
familiare richiesto da Salah e regolarmente accettato a suo tempo dalla
Questura) ci dice che e' stata anche una vittoria del buon senso e
della disponibilita' istituzionale a valutare con intelligenza
sostanziose argomentazioni di Diritto e di fatto.
Spesso noi, che
invochiamo democrazia e rivendichiamo Diritti, rischiamo di lasciare
soli i funzionari delle Istituzioni, costretti tra Potere e Diritti dei
Cittadini, e certamente non aiutiamo la evoluzione della civilta'
istituzionale verso traguardi di democrazia sostanziale sempre piu'
profondi, quando ci accostiamo alle Istituzioni con atteggiamento di
sudditanza e di malcelata cointeressenza a carpire la sua benevolenza,
piuttosto che pungolarle verso il pieno riconoscimento dei Diritti
Costituzionali, anche a costo di costruirsi poca simpatia ed a volte
astiosa ostilita'. L'intelligenza, fosse pure di pochi, va infatti
aiutata e confortata con stimoli molto forti, tanto piu' quando la
volonta' di prevaricazione di ambienti istituzionali appaia determinata
ad andare oltre la Legge e contro i Principi Costituzionali di garanzie
minimali per i Cittadini.
Dobbiamo essere coscienti infine che questa
vittoria si lega ad un rapporto sinergico molto efficace tra il
"braccio armato" degli operatori del diritto (i legali Casella e
Novani) e la pressione politica e sociale determinata dalla concreta
solidarieta' mostrata a Salah ed alla sua vicenda umana e familiare.
Siamo certi infatti, pur non avendone al momento documentabile
riscontro, che gli ambienti ed i funzionari della Questura,
nell'argomentare il proprio parere favorevole al Prefetto sull'istanza
di revoca, parere che viene richiamato "integralmente" dall'incipit
dello stesso decreto di revoca, abbiano anche potuto, voluto e saputo
valutare (in prospettiva della scadenza fra due anni del permesso
ottenuto si' dalla famiglia Chfouka; ma in forza della sola sentenza
del Tribunale dei Minori la quale alla scadenza naturale non sarebbe
stata automaticamente trasformabile in permesso di lavoro o di
soggiorno, diversamente motivati) il possibile riattivarsi di forme di
contestazione politica e di solidarieta' civile e sociale che al potere
appaiono sempre e comunque fastidiose, perche' estranee alla ordinaria
cultura di rapportarsi "istituzionalmente" con i soli operatori
deputati e legittimati quasi in eslusiva (in tale criterio) a
rappresentare le istanze dei Cittadini.
Dunque oggi piu' che mai siamo
chiamati ad eleborare progetti di solidarieta' che sappiano
consapevolmente adottare strumenti efficaci e costantemente verificati
di strategia legale ed elaborare forme efficaci di vertenze sociali sui
problemi che, come dichiariamo, ci stanno a cuore per l'umanita' che vi
e' coinvolta e per la prospettiva di civilta' democratica che la loro
soluzione esigerebbe.
Ancor piu' oggi, quando una esperienza
governativa di sinistra si e' conclusa per contraddizioni insanabili in
se stessa che ne hanno costantemente limitato l'esercizio di una
politica di progresso e di democrazia sostanziale, e si riaffaccia
dunque lo spettro di un Governo delle destre ancor piu' autoritarie e
forse vendicative (dalle vertenze su Genova al controllo sociale per la
costantemente richiamata "Sicurezza dei Cittadini") dei pur piccoli
spazi di democrazia riconquistati in questi due ultimi anni.
Grazie a
tutti per la costante vicinanza a Salah ed alla sua vicenda umana e
familiare.
A.I.M.A.C.
Prot. n. 2429/08/Area IV/Imm.IL PREFETTO della PROVINCIA di LUCCALETTA l’istanza di revoca del decreto di espulsione del Prefetto di Luccadel 21-5-2004, pervenuta in data 19-11-2007, presentata dal Sig. SALAH CHFOUKA,nato in Marocco il 28-3-1954, rappresentato dagli avv.ti Casella e Novani,del Foro di Lucca;TENUTO CONTO del parere favorevole espresso dalla Questura di Luccacon nota n. cat.A. 12/Imm./2007 del 29-12-2007, le cui argomentazionisi richiamano integralmente;RITENUTO pertanto di dover revocare il decreto di espulsione;VISTOIL D.Lg.vo 586/98 e s.m.i., il D.P.R. 394/99 e s.m.i. e ò’art. 21 quinquiesdella L. 241/90 e s.m.i.;D E C R E T Ail decreto di espulsione, datato 21-5-2004,emesso nei confronti del sig. SALAH CHFOUKA,nato in Marocco il 28-3-1954,e’ revocato per i motivi indicati in premessa.La Questura di Lucca e’ incaricata della notificae della esecuzione del presente provvedimento.Lucca, 23 Gennaio 2008p. IL PREFETTOIL VICE PREFETTO AGG.TO(Reale)
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Un successo gli incontri sull’Islam
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FUCECCHIO. Continua “L’Islam in casa”, la rassegna di incontri dedicati al mondo islamico e organizzato dal Movimento Shalom, in collaborazione con il Comune di Fucecchio, la Tavola della Pace di Pontedera, la Caritas Diocesana di San Miniato, l’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Centro Dialogo Interreligioso di Agliano. Il prossimo appuntamento è per questa sera alle ore 21,15 all’Auditorium La Tinaia di Parco Corsini a Fucecchio, dove si parlerà di “Convivenza e integrazione delle comunità islamiche”. La serata verrà introdotta dall’Imam Ferass Jabareen, che riassumerà la storia musulmana e affronterà le problematiche legate alla costruzione della moschea e del centro culturale a Colle Val d’Elsa. Per poi passare a parlare di convivenza ed integrazione tra popoli, con i rappresentanti di alcune tra le più significative comunità islamiche presenti in Toscana (come quelle di Poggibonsi, Colle Val D’Elsa, Santa Croce sull’Arno). «L’epoca che stiamo vivendo - spiega Claudio Terreni, del comitato direttivo del Movimento Shalom Onlus - e i cambiamenti sociali ci impongono una convivenza con persone di nazionalità e credi religiosi diversi dai nostri. Non possiamo più fare finta di niente ignorare la diversità, ma dobbiamo saperla accogliere nel rispetto reciproco, consapevoli che il contatto con altre comunità può essere un’occasione di crescita e di arricchimento. Per tutti. La conoscenza della cultura islamica è il primo passo da compiere per superare la paura, la diffidenza e l’odio che possono minare le basi di una civile convivenza tra popoli». Alla serata, condotta da Salah Chfouka (docente di lingua e cultura araba), parteciperanno e interverranno i rappresentanti delle comunità islamiche e i vari Imam delle moschee presenti nel nostro territorio. Manuela Maccanti